Storytelling

Gennaro Regina, napoletano, classe 1965, è un creativo a tutto campo: designer, fotografo, artista, lavora da sempre su immagini e temi legati all'iconografia partenopea, attribuendo alla tonalità del colore la motivazione primaria del suo linguaggio espressivo. Erede di una famiglia di editori d'arte e librai antiquari, alla fine degli anni Novanta apre con il fratello Vincenzo, la "Voyage Pittoresque", un elegante spazio a Napoli, dove oggettistica di lusso, incontra stampe attentamente realizzate dagli artigiani della famiglia, oltre alle opere dello stesso Regina.

Nel 2011 il PAN Palazzo delle Arti di Napoli presenta la sua prima personale: L'Urlo del Vesuvio, che si rivela subito un successo di pubblico e critica.

Nel 2012 l'artista inaugura un nuovo spazio per l'arte: una Factory nel centro di Napoli, proprio come quella newyorkese di Andy Wharol degli anni '60,

La Voyage Pittoresque Factory diventa in breve tempo uno spazio di pensiero, di produzione ed incontro, 750 metri quadrati su più livelli con ampie vetrine su strada che cambiano allestimento e destinazione d'uso in base alle varie esigenze. Non un semplice atelier ma un nuovo modo di concepire l'arte. Un progetto culturale dove sono percepite le idee più che le opere, gli oggetti o i servizi offerti.

Tra il 2012 ed il 2013 alle sue opere sono aperti gli spazi del Palazzo Reale di Napoli per la mostra “Vesuvio”, e dei Musei Vaticani in Roma dove presso il Palazzo della Cancelleria diviene protagonista del successo dell’esposizione “Siamo tutti Napoletani”.

La sua notorietà comincia a diffondersi fuori dai confini italiani, a partire dall’esposizione di Ginevra del 2014, e si consolida nel 2015 grazie al progetto “Parallelo Zero”, un’esclusiva selezione delle sue opere pittoriche più celebri tra cui Cul De sac, The Mirror, Il Castello di Ischia ed Emozione, per citarne alcune, con il quale Gennaro Regina “porta la sua Napoli” e la sua arte in giro per il mondo, a Chicago (John David Mooney Foundation), poi a New York presso la Conference building, of the United Nations, per ritornare a Milano con un esposizione prolungata presso la TID.
Le sue opere, dipinti, oggetti d’arte ed idee di design, arredano, abbelliscono e caratterizzano sempre più ambienti e luoghi, privati e non, in Italia e all’estero.

Il giudizio positivo dei maggiori critici d’arte Italiani, Vittorio Sgarbi, Giovanni Faccenda e Paolo Levi, fra gli altri, lo accompagna verso un pubblico sempre più vasto.
La sua icona il Vesuvio, che si dice essere il simbolo più riconosciuto al mondo dopo la croce, ed il suo modo di rappresentarlo ormai si fondono in un brand quasi unico.

Vittorio Sgarbi nel definirlo “un pittore abile che non vuole farsi stringere in un cliché e che capisce il privilegio delle sue origini, di essere napoletano, di potere vivere e raccontare emozioni che ad altri non sono consentite … senza scorciatoie, con immagini dirette…. che senza ingannare ... trapelano intelligenza e passione, nella concezione più alta dell'arte come gioco” gli conia il soprannome “Homo Ludens”

Ed è proprio da questa sua capacità di continuare a giocare con le sue passioni che nel 2016, nasce “El Alma del Numero Diez” un opera dedicata a Diego Armando Maradona, che lui stesso spedisce con dedica al campione, il quale ricambia utilizzandola come sfondo nel suo salotto di casa in Dubai, in tutte le apparizioni televisive in cui interviene...

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