Il Vesuvio in vetrina ai magazzini della Rinascente

Il Vesuvio in vetrina ai magazzini della Rinascente

IL TIRRENO

Firenze: le creazioni dell’artista napoletano Gennaro Regina. Performance dal vivo: «Sono figlio della pop art»

FIRENZE. Vedi Napoli e poi il resto. Il mito, nonostante tutto, resiste. La città del Vesuvio, il capolinea del settecentesco “Grand Tour”, crea continui spazi di manovra artistica: dinamiche espanse di creatività senza confini. Perché Napoli è fenomeno globale, oltre la stessa idea di folclore, tarantella, pulcinella e mandolino, di cui pure si nutre con esuberante sfacciataggine.

«Recentemente sono stato invitato a New York, alle Nazioni Unite. Tutti, dico tutti, conoscevano il Vesuvio: lo stesso non si poteva dire, per restare sotto il vulcano, del Fuji, che pure è il simbolo del Giappone». Un sano orgoglio partenopeo, autentico e colloquiale, senza spocchia (“sono tifoso del Napoli, il toscanaccio Sarri è un grande allenatore, chissà, meglio non dire niente”, scaramanzia si impone) gorgoglia dalle parole di Gennaro Regina  artista, pittore, performer, gallerista, editore, designer, napoletano doc e cittadino del mondo, che ieri ha toccato Firenze in occasione di Pitti Uomo. Sponsor la griffe “Entre amis”, azienda fashion pure napoletana, Regina ha esplorato dal vivo la sua immaginazione (“sono un autodidatta, amo la spontaneità, non c'è niente di precostituito nel mio lavoro”) improvvisandosi ai magazzini della Rinascente di piazza della Repubblica, uomo, meglio, "artista in vetrina".

In poco più di 20 minuti, davanti a un folto pubblico di “guardoni”, incuriositi prima suggestionati poi, ha impastato dei suoi colori, potenti e sfumati, liquidi e caldi, una grande tela, un metro e mezzo per due e mezzo: echi, più che tracce, di un paesaggio plasmato dal cono del vulcano, “sorgente viva di energia, anche quando il fil di fumo non si profila all'orizzonte”. Marchio e simbolo, il Vesuvio per Regina resta il cuore, il motore dello spirito della città e del carattere dei suoi abitanti: “La fertilità e la minaccia, un mostro dormiente che emana risorse e produce benessere ma che potrebbe svegliarsi all'improvviso con effetti devastanti”. Il realismo trasfigurato di Gennaro Regina (“sono figlio della pop art, il suo legame con la realtà, l'industria, il commercio, il marketing, la pubblicità, genera una nuova frontiera estetica, una forma di immagine affascinante che va oltre il semplice slogan”) nasce in casa, la “Libreria Antiquaria” di famiglia, che a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, avviò la raccolta di quella che diverrà una fra le più imponenti collezioni di libri antichi a livello europeo. Ed è a questo enorme giacimento culturale che attingeranno i fratelli Regina, dando vita a partire dal 1997 al marchio “Voyage Pittoresque”. Poi l'imprenditorialità di Gennaro si lega alla vocazione artistica. L'alleanza funziona: «Napoli e il Vesuvio sono dei brand naturali conosciuti ovunque. Ma è il made in Italy in generale che continua ad essere richiestissimo nel mondo: sembra che solo quando siamo all'estero riusciamo a capire pienamente che valore enorme abbiano le nostre produzioni al di fuori del nostro Paese». E inscalfibile resta la sua “napoletanità”, vissuta a piene mani, nella sua accezione più magica, passionale,